Nell’eventualità fosse riscontrata una compatibilità con un paziente in attesa di trapianto, sarai chiamato per effettuare un ulteriore prelievo di sangue, in modo da definire in maniera approfondita il livello di compatibilità e, in caso positivo procedere nel percorso donativo.
Esistono due diverse modalità, attraverso le quali è possibile il prelievo delle cellule staminali emopoietiche. La scelta della modalità dipende dalla tua disponibilità e dalle eventuali indicazioni del trapiantologo

Prelievo da sangue periferico


È il metodo più scelto dai donatori (8 donazioni su 10 prevedono questa modalità).
Nei 5 giorni antecedenti la donazione, viene somministrato un farmaco che promuove la crescita delle cellule staminali emopoietiche nel midollo osseo e il loro passaggio nel sangue circolante.
Tale tipologia di donazione, indicata come aferesi, utilizza dei macchinari noti come “separatori cellulari“: il sangue prelevato da un braccio attraversa un circuito sterile e viene veicolato in una centrifuga. Le cellule staminali emopoietiche (CSE), componente cellulare utile al trapianto, vengono isolate e raccolte in una sacca, mentre il resto viene reinfuso nel braccio opposto.
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Prelievo dal midollo osseo


Consiste nel prelievo direttamente dalla sede naturale del midollo osseo, ovvero le ossa del bacino.
Il donatore, affinché non senta alcun dolore durante l’intervento, viene sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale.
L’intervento ha una durata di circa 45 minuti e, dopo il prelievo, il donatore è tenuto normalmente sotto osservazione per le successive 24/48 ore prima di essere dimesso e gli si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni.

Dopo il prelievo, il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente entro 7-10 giorni. Il donatore potrebbe avvertire solo una lieve dolenzia nella zona del prelievo, destinata a scomparire entro pochi giorni.

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